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La primavera: significato e tradizione.

La primavera ha un significato molto importante, soprattutto astrologicamente, e questo significato ha lo stesso valore per tutte le religioni e le culture, perché alla primavera si attribuisce il significato di rinascita, di fertilità e di resurrezione. In questo periodo infatti avvengono i primi cicli di fioritura delle piante e degli alberi, le terre vengono seminate per le coltivazioni e gli animali si svegliano dal letargo.

La primavera astronomica:

La primavera astronomica inizia tra il 20 e il 21 marzo. Il fenomeno è conosciuto come il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata, circa 12 ore. Ciò accade perché il sole in questo periodo si trova esattamente allo zenit , poiché l’orbita eclittica del sole si incrocia con l’equatore celeste, secondo l’evento astronomico chiamato equinozio.

Miti e tradizioni sulla primavera:

Le antiche popolazioni con le loro tradizioni e credenze presentano miti legati alla primavera, che rievocano questa fase di rinascita, e tutti sono da mettere in relazione col mondo naturale e , nello specifico, con le attività legate alla terra, come l’agricoltura e l’allevamento, fonte di sostentamento dell’uomo.Tra i tanti miti e tradizioni, due sono quelli che riguardano più da vicino la nostra identità occidentale: il mito greco de “Il Ratto di Prosperina”, e la tradizione cristiana della Pasqua.

Il Ratto di Prosperina: il risveglio della natura

Nel Ratto di Prosperina, Plutone, il re degli Inferi, durante uno dei suoi viaggi per visitare la Terra, scorse Prosperina, la figlia di Cerere ( Cerere dea della terra e della fertilità). Vedendola mentre raccoglieva fiori intorno ad un lago se ne innamorò e, desiderando farla sua, la rapì, e la portò negli inferi. Cerere, disperata per il rapimento della figlia, invocò l’aiuto di Giove per liberarla. Ma Giove, per non tradire il fratello Plutone, gli negò l’aiuto.

Cerere, folle di dolore, provocò sulla terra una grande siccità, cui seguì una carestia che decimò uomini e bestie. Allora Giove decise di intervenire, e ordinò a Plutone di restituire Prosperina. Prima di farla partire, Plutone fece mangiare alla sua amata dei chicchi di melograno, che la legarono per sempre con l’Ade (gli inferi). Giove però ottenne un patto con Plutone, per il quale Prosperina per sei mesi sarebbe stata negli inferi con lui (autunno e inverno), e per gli altri sei mesi con la madre Cerere (primavere estate). La mitologia descrive chiaramente il ritmo delle stagioni, con il risveglio di Prosperina in primavera che si ricongiunge con la madre Cerere.

La Pasqua Cristiana: la vittoria della vita spirituale

Analogamente il mito del risveglio e della rinascita viene evocato nella santa tradizione della Pasqua e nella passione di Gesù. La pasqua cristiana celebra il passaggio dalla morte alla vita di Gesù. Dio per salvare gli uomini dal peccato ha mandato sulla terra suo figlio Gesù il quale con la sua morte ha redento gli uomini dal peccato originale. Gesù risorgendo ha sancito la vittoria della vita senza peccato sul mondo e sulla morte. Il termine pasqua in ebraico significa “passaggio oltre”, e infatti con la passione di Cristo quello che celebriamo è proprio un passaggio dalla morte alla vita, un passaggio che ha un valore legata alla sfera spirituale.

La primavera è perciò rinascita e palingenesi sia fisica (fioritura) sia spirituale (redenzione dal peccato).
Noi tutti in questo periodo ci sentiamo rinascere: abbiamo voglia di uscire, di svestirci e di cercare il sole. Una nuova energia positiva ci circonda, come la voglia di nuove avventura e nuovi amori