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La Cubomanzia

La Cubomanzia

Iniziamo a parlare della cubomanzia anche se sarebbe corretto parlare della astragalomanzia perché è da qui che deriva, cioè dalla unione di due parole greche astragalos che nel suo significato vuol dire vertebra o comunque articolazione, quindi il mezzo con cui venivano costruiti i dadi e manteia cioè divinazione.

Si presume che questa pratica possa risalire all’antico Egitto, per poi essere diffuso e raccontato attraverso un mito greco dove si racconta che la stessa dea Atena avesse inventato il gioco degli Astragali e che questo metodo venisse usato dagli indovini del Tempio di Eraclea Bura.

Dall’uso degli astragali nacquero i Kiboi cioè cubi con una serie di numeri incisi, che erano utile alla divinazione, si racconta infatti che l’imperatore Tiberio si recasse presso le Terme di Abano per consultare l’Oracolo di Gerione attraverso l’uso dei Kiboi d’oro.

Ecco da dove risale il concetto della cubomanzia, la divinazione attraverso l’uso di dadi (Kiboi), o comunque l’uso dei dadi, infatti ancora oggi ritroviamo disegni che riportano soldati greci intenti all’uso degli stessi, ma furono i romani a modificarne la fattura cioè dall’uso delle ossa all’uso dell’oro.

Quindi come con la cartomanzia le carte avevano un uso sia per il gioco che per la divinazione, altrettanto è avvenuto con i dadi che vennero utilizzati per entrambe le cose, riuscendo così ad arrivare a noi la loro conoscenza.

La Cubomanzia non è una partica complessa anzi può essere molto semplice anche se come tutte le pratiche divinatorie devono essere usate delle regole precise come ad esempio i dadi devono essere tre, si devono lanciare quando la mente è totalmente libera da ogni influsso e i tiri devono essere rigorosamente dispari, dopo aver mischiato i dadi all’interno delle mani.

Una volta effettuato il lancio i dadi devono finire a terra perché è anche da lì che acquistano energia, il tutto va eseguito nel totale ed assoluto silenzio.

Questo metodo può avvalersi anche dell’uso di una tavola divinatoria, questa tavola fatta o di cartone o di legno dove vengono raffigurate forme o lettere o figure simboliche che ci aiuteranno a dare un significato ai dadi, altrimenti senza e a quel punto saranno solo i numeri ad essere analizzati alla fine della divinazione; una cosa è molto importante tracciare un cerchio di 30cm sulla terra dove lanciare i dati, quello che resterà all’interno sarà l’inizio da dove iniziare la divinazione.

Ogni volta che vengono usati i dadi devono essere lavati in acqua corrente ed incensati per poi essere riposti in un sacchetto di velluto possibilmente blu o nero.

L’uso dei dadi sarà sempre a coppia o anche tre, ma non dovranno mai essere sommati tra loro, ogni numero ha un significato per preciso, vediamo nello specifico: il numero uno corrisponde al sì, il numero due al no, il tre ci inviata a prestare attenzione, il quattro a valutare, il cinque è la buona sorte ed il sei è una via di mezzo per la felicità.

Questa è la semplificazione della numerologia dei dadi, ma andando avanti nello studio della numerologia, quindi verso lo studio simbolico dei numeri si può entrare più nello specifico, vediamo qui di seguito:

numero 1 - rappresenta le buone notizie, un esito positivo

numero 2 – rappresenta eventi negativi, separazione problemi economici

numero 3 - rappresenta impegno gravoso, un successo a breve termine

numero 4 – rappresenta imbrogli, falsità, tradimenti

numero 5 – rappresenta la fortuna, l’amore ed il successo

numero 6 – rappresenta il dubbio, l’incertezza

Ovviamente questo cioè quello della numerologia è più complesso rispetto a quello con l’aiuto della tavola, anche perché l’interpretazione sarà molto più sicura, anche perché è necessario avere un’ottima conoscenza della numerologia e della sua interpretazione.