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Bibliomanzia: trovare le risposte in un libro

Bibliomanzia

La bibliomanzia è una divinazione che consente nell’aprire a caso la Bibbia o un altro libro come per esempio Virgilio od Omero, ma soprattutto Virgilio perché nel medioevo era ritenuto un mago e di ottenere così un consiglio o una profezia secondo quanto scritto nel brano che cade sotto gli occhi.

Dal passo letto è possibile avere indicazioni e consigli per il futuro (sortes biblicae o sortes virgiliane); purtroppo la Chiesa Cattolica proibisce la bibliomanzia.

Il responso viene dato al richiedente leggendo il primo paragrafo che si può leggere.

Nel medioevo erano praticati due metodi: il primo era lasciare che il vento sfogliasse le pagine del libro aperto; il secondo, quello più praticato, era con la presenza di un sensitivo che apriva a caso con occhi chiusi il libro sottopostogli e in base a quanto scritto prediceva il futuro.

Sappiamo inoltre che alcune importanti conversioni, come quella di San Agostino, sono avvenute in seguito a letture sfogliate a caso di testi sacri.

I primi testi consultati nella bibliomanzia furono i testi Omerici ai quali come sappiamo seguì l’Eneide di Virgilio ed infine con l’avvento del Cristianesimo la Bibbia.

In Grecia e a Roma vennero usati anche piccoli orci di terracotta nei quali su tavolette di argilla o pezzetti di papiro erano scritti oracoli o presagi che poi venivano estratti a caso per ottenere profezie.

In Oriente sono famosi i Khing usati nella Bibliomanzia; questo metodo consiste in un libro composto da varie frasi divinatorie e la scelta di queste si ottiene lanciando in aria dei dadi speciali o delle monetine.

Sappiamo che nonostante la proibizione della Chiesa veniva praticata la Bibliomanzia dal XII al XVII secolo ed era basata su cinquantasette versetti della Bibbia scritti ognuno su un pezzo di pergamena collegato ad un filo colorato messi in un cofanetto chiamato “Le sorti degli Apostoli”.

Veniva quindi recitata una preghiera dal consultante detta “Sortes Sanctorum” in cui si invocava la presenza degli Angeli, degli Arcangeli e dei Santi e quindi il sensitivo tirava a caso un filo ottenendo il responso richiesto.

In Persia la Bibliomanzia ha avuto nei secoli molti seguaci e usavano interpretare il Canzoniere di Hafez mistico poeta morto nel 1300 e leggevano due versi alla volta per poi dare il responso alla richiesta fatta.


La Bibliomanzia, come abbiamo detto, è ancora molto usata in Cina ed il suo metodo è stato diffuso in Europa dove il principio dei Khing è stato divulgato da diversi libri e ha molti seguaci ancora oggi, perché esistono molte pubblicazioni in merito, che prevedono vari rituali di consultazione.


Bibliomanzia: l'arte di indovinare il futuro usando i libri


Per praticare correttamente oggi la Bibliomanzia bisogna prendere un libro qualsiasi, chiudere gli occhi e concentrarsi sulla domanda che poi sarà formulata mentalmente.

Quindi una volta preso il libro tra le mani e avendo raggiunto una serenità mentale e a mente completamente libera da ogni pensierosi aprirà una pagina a caso ed indicando con il dito verranno lette alcune parole, che daranno il responso alla nostra domanda.

Non è importante il libro che sceglieremo ma la fiducia che abbiamo in questo tipo di divinazione.

A questo punto possiamo dire che tutte le persone sono in grado di praticare la Bibliomanzia e che il potere dei libri e delle letture fin dai tempi antichi oltre alla conoscenza è quello di interpretare e comprendere il futuro.

La Bibliomanzia è uno dei metodi più semplici soprattutto con la presenza di un esperto di arti magiche, che riesce ad interpretare quanto scritto ed avere così risposte esaurienti sul comportamento futuro che deve avere il richiedente.

Questa forma di divinazione può essere paragonata alla rapsodomanzia che è una forma di Bibliomanzia eseguita aprendo a caso un libro di poesie leggendo sempre a caso una rima o un passo del quale sia possibile trarre presagi.

Anche la Bibliomanzia deve essere eseguita con la mente ben concentrata, occhi chiusi e puntando un dito su alcune parole a caso.

È importante che la poesia sia significativa per la persona che pone il quesito così che la parola estratta possa essere considerata una risposta ad un interrogativo posto dal richiedente.

Ricordiamo che la domanda deve essere formulata mentalmente e a voce alta solo se questo aiuta ad essere concentrati.

Se la risposta appare non pertinente al quesito è necessario in silenzio meditare e alla fine sicuramente la risposta alla domanda sarà chiara e scioglierà i dubbi sul futuro che ci attende.

È essenziale in questa pratica la scelta del veggente/sensitivo, il quale deve sempre sviluppare la sua predisposizione naturale al fine di sciogliere gli interrogativi che ci poniamo.