Tra le domande che si rivolgono alle carte, alcune chiedono soltanto una risposta netta. “Tornerà?”, “Otterrò quel lavoro?”, “È il momento giusto per trasferirmi?”. Per interrogativi di questo tipo la tradizione dei Tarocchi conosce un metodo semplice e immediato: il metodo del sì o no.
Si tratta di una delle stese più brevi della cartomanzia, ma non per questo di una lettura superficiale. Per ottenere indicazioni utili occorre sapere come formulare la domanda, quale metodo scegliere e come interpretare le carte che non rispondono né sì né no.
Il metodo sì o no è una lettura pensata per le domande chiuse, quelle che ammettono due sole risposte. Invece di descrivere l’intera situazione, come accade in una stesa più ampia, le carte vengono interrogate su un singolo punto.
Ogni Arcano, in base al proprio significato simbolico, viene associato a una risposta positiva, negativa o sospesa. Le carte luminose e dinamiche tendono al sì, quelle legate a blocchi, rotture o illusioni tendono al no, mentre alcune figure indicano attesa, incertezza o una risposta che dipende da altri fattori.
Lo stesso principio si ritrova in altre pratiche divinatorie. Con il pendolo, per esempio, la domanda deve prevedere proprio due sole possibilità. Con i Tarocchi, però, la risposta è accompagnata da un’immagine, e quell’immagine aggiunge sempre una sfumatura.
La riuscita di questa lettura dipende quasi interamente dalla domanda. Una buona domanda sì o no dovrebbe essere:
• chiara, riferita a una sola questione;
• precisa, possibilmente con un arco di tempo definito;
• personale, cioè riguardante la propria vita più che le scelte altrui.
“Riuscirò a chiarire con lui entro l’estate?” è una domanda adatta. “Cosa succederà tra noi?” non lo è, perché richiede una risposta aperta.
“Devo accettare la proposta di lavoro o restare dove sono?” contiene invece due domande in una. Meglio dividerla: “Accettare questa proposta mi porterà stabilità?”.
Chi desidera approfondire può leggere anche le domande da porre durante un consulto, utili per impostare correttamente qualsiasi stesa.
È la forma più semplice. Dopo aver mescolato il mazzo concentrandosi sulla domanda, si estrae una sola carta, generalmente scegliendo tra i 22 Arcani Maggiori.
La carta uscita fornisce la risposta: sì, no oppure “non ancora”.
Questo metodo è adatto alle questioni quotidiane e alle decisioni di piccola entità. Per le situazioni più importanti conviene utilizzare una stesa che offra più elementi di valutazione.
Nella variante a tre carte si estraggono tre Arcani, che vengono disposti in fila. La risposta è data dalla maggioranza:
• tre carte positive: sì deciso;
• due positive e una negativa: sì, ma con qualche ostacolo;
• due negative e una positiva: probabilmente no, oppure non nelle condizioni attuali;
• tre carte negative: no.
Se esce una carta del “forse”, la si considera neutra e la risposta viene affidata alle altre due. Se le carte neutre sono due o tre, il messaggio è chiaro: la questione non è ancora matura.
Il vantaggio di questo metodo è che le carte non si limitano a votare. Osservandole insieme è possibile capire perché la risposta è quella. Una Torre accanto a due carte positive, per esempio, può indicare un sì che arriva soltanto dopo un cambiamento improvviso. È una variante della classica lettura delle tre carte, adattata alle domande chiuse.
Alcuni cartomanti tengono conto anche del verso della carta. In questo caso vale una regola semplice: la carta dritta conferma il proprio significato, la carta rovesciata lo indebolisce o lo capovolge.
Il Sole dritto è così un sì pieno, mentre Il Sole rovesciato diventa un sì ritardato o condizionato. Allo stesso modo, una carta negativa rovesciata può attenuare il no.
Chi è alle prime armi può ignorare il verso delle carte e basarsi soltanto sul loro significato: la lettura risulta più semplice e meno esposta a contraddizioni.
Ecco come vengono divisi, secondo lo schema più diffuso. Si tratta di un’indicazione di base: il significato completo di ogni carta è descritto nella guida agli Arcani Maggiori.
Le carte del sì. Il Mago, L’Imperatrice, L’Imperatore, Il Papa, Gli Amanti, Il Carro, La Forza, La Temperanza, La Stella, Il Sole, Il Giudizio e Il Mondo. Sono gli Arcani dell’energia, della crescita, dell’unione e della realizzazione: quando compaiono, la risposta è favorevole.
Le carte del no. La Morte, Il Diavolo, La Torre e La Luna. Parlano di chiusure, blocchi, rotture o illusioni: la strada, almeno per il momento, non è aperta.
Le carte del forse. Il Matto, La Papessa, La Giustizia, L’Eremita, La Ruota della Fortuna e L’Appeso. Indicano attesa e riflessione, oppure un esito che dipende da fattori ancora in movimento.
Alcune carte meritano una precisazione.
La Morte non annuncia eventi drammatici: il suo no riguarda soprattutto la situazione così com’è oggi, destinata a concludersi per lasciare spazio a qualcosa di diverso.
La Luna esprime un no legato alla confusione: forse mancano informazioni, oppure qualcuno non sta dicendo tutta la verità.
La Ruota della Fortuna è la carta del cambiamento: la risposta può ribaltarsi presto, ed è per questo che rientra tra i “forse”.
L’Appeso invita a fermarsi: non è il momento di forzare le cose.
Chi utilizza il mazzo completo può tenere conto anche dei semi:
• Coppe: tendono al sì, soprattutto nelle domande d’amore;
• Bastoni: un sì legato all’azione e all’iniziativa;
• Denari: un sì concreto, ma con tempi più lunghi;
• Spade: tendono al no, oppure a un sì che passa attraverso conflitti e decisioni difficili.
Per le domande sì o no, tuttavia, molti preferiscono servirsi dei soli Arcani Maggiori, che offrono risposte più nette.
Le domande sentimentali sono le più frequenti. In amore Gli Amanti, La Stella e Il Sole sono tra le risposte più favorevoli, mentre Il Diavolo può indicare un legame intenso ma poco equilibrato e La Luna dubbi o gelosie.
Nel lavoro Il Carro, L’Imperatore e Il Mondo indicano successo e riconoscimento. L’Eremita invita a riflettere prima di accettare, La Torre segnala cambiamenti improvvisi.
In entrambi i casi vale la stessa regola: la carta risponde alla domanda che è stata posta, non a quella che si sarebbe voluta porre.
• Ripetere la domanda più volte finché non esce la risposta sperata: le carte perdono significato e si crea soltanto confusione.
• Fare domande sulla vita di altre persone senza un legame diretto con la propria.
• Interrogare le carte in un momento di forte agitazione: è meglio attendere di sentirsi più sereni.
• Considerare il sì o il no come una sentenza definitiva: le carte indicano una tendenza, e le scelte personali possono sempre modificarla.
Il metodo sì o no è prezioso per le decisioni semplici. Quando una situazione è complessa, però, una risposta secca rischia di lasciare più dubbi di prima: un sì non spiega come, un no non spiega perché.
In questi casi è preferibile una lettura più ampia, nella quale un cartomante esperto possa collegare le carte tra loro e alla storia di chi consulta. La cartomanzia dà il meglio di sé proprio quando aiuta a comprendere una situazione, e non soltanto a conoscerne l’esito.
Il sì o il no può essere il punto di partenza. Capire che cosa c’è dietro quella risposta è il vero valore di un consulto.